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Lodi

Al centro di un viaggio tra le distese agricole della pianura e i boschi che inseguono le rive dell’Adda, Lodi è una scoperta, una città dove il passato si chiama Federico Barbarossa e il presente è firmato Renzo Piano.

 

 

 

Al centro di un viaggio tra le distese agricole della pianura e i boschi che inseguono le rive dell’Adda, Lodi è una scoperta, una città dove il passato si chiama Federico Barbarossa e il presente è firmato Renzo Piano. L’Imperatore la rifondò nel 1158, dopo che era stata rasa al suolo dai milanesi.

Voluto nel 1487 dai cittadini per celebrare un miracolo, il Tempio Civico di Santa Maria Incoronata è l’autentico landmark della città. Dentro, tra dorature e affreschi, sono custodite opere dal Quattrocento all’Ottocento. A 15 minuti a piedi dalla stazione, nell’Area ex Sicc, si incontra la Cattedrale Vegetale, l’opera che Giuliano Mauri ha voluto lasciare alla sua città: 108 colonne in legno alte 18 metri accolgono al loro interno altrettante giovani querce. Da mettere in agenda il Festival della Fotografia Etica di ottobre e l’autunnale Rassegna gastronomica del Lodigiano.

 


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